il Padovanino

dicembre 19, 2006

Welby, dramma privato o istituzionale?

Filed under: politica — boadisamoa @ 1:00 pm

Welby non è un martire o almeno non vorrebbe diventarlo. Per scongiurare questa eventualità si sono mossi mari e monti, almeno a parole. Il problema per Welby è che non esiste un medico che, con questo scenario legislativo, abbia intenzione di rischiare la galera per sedarlo definitivamente. Piergiorgio Welby

Welby vuole essere addormentato, che gli sia staccato il respiratore, e che poi non incorra nel rischio di risvegliarsi. A differenza di Terry Schiavo, è lucido e cosciente. La sua mente è attiva ed è in grado di elaborare giudizi, pur vessato com’è dalla malattia.

Oggi sulla Repubblica Ignazio Marino, presidente della Commissione igiene e sanità del Senato, ha pubblicato una lettera aperta. Rivolgendosi a Welby, gli chiede di continuare a rappresentare un problema per le nostre coscienze e di resistere all’immobilismo della politica. Resistere per far si che il dibattito non finisca, prolungare la sua agonia per ottenere un risultato politico.

Io non credo che le istituzioni possano lucidamente chiedere così tanto, in termini di sofferenza umana, ad un cittadino che da esse dovrebbe altresì essere tutelato.

Il destino di Welby, come riporta lo stesso Marino, è segnato. Non ci sono cure, non c’è una sola speranza. Quando non avrà più la forza di deglutire verrà alimentato da una sonda nello stomaco.
Egli potrà rinunciare a questo ulteriore accanimento e lasciarsi morire di fame, appesantendo ulteriormente il suo fardello di sofferenza. La morte che invoca adesso è un modo per evitare tutto questo.

La risposta delle istituzioni di fronte a un uomo che soffre è un silenzio fatto di tanti discorsi, di tante belle parole, di grandi indignazioni, di pochissimi fatti concreti. Non mi stupisco. Qui da noi i problemi esistono solo quando vengono a galla. Anche Marino ne è cosciente, e sa che se non ne “approfittiamo” adesso per legiferare, dovremmo aspettare un altro martire che abbia la forza di uscire dal suo dramma personale sbattendoci la sua miseria in faccia.

È possibile che non esista una politica ad ampio respiro tesa a prevenire questo sadismo istituzionale, o siamo tutti afflitti da un fenomeno di agenda setting?

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