il Padovanino

dicembre 19, 2006

Holly e Benji

Filed under: cultura,sport — albertogallo @ 4:47 pm

holly
Holly e Benji, gli eroi della nostra infanzia, sono stati dimenticati dai più.
sebbene le partite di calcetto, tra noi giovani, non manchino di certo, e sebbene di calcio si parli pure troppo, il portiere e l’attaccante più forti del giappone non vengono mai citati, imitati, idolatrati. a volte, ma piuttosto raramente, quando qualcuno fa un’acrobazia, vengono tirati in ballo i gemelli Derrick, o se c’è un avversario particolarmente cattivo lo si paragona a Mark Lenders. i due capitani della nazionale, invece, sembrano essere passati nel dimenticatoio.
dunque proporrei una rivalutazione di queste due figure fondamentali della nostra infanzia. fondamentali almeno quanto i simpson lo sono stati nell’adolescenza. con la differenza che, visti troppo da piccini, i Simpson, con le loro parolacce e i loro comportamenti politicamente scorretti, ci avrebbero forse educato in maniera scorretta e malsana, mentre i due calciatori della new team si sono sempre distinti per sportività, abnegazione, correttezza e sportività.
Portatori di una visione della vita improntata al sacrificio e al senso del dovere, Holly e Benji non erano certo dei “secchioni” del campo da gioco: sapevano infatti circondarsi di amici e ragazze (tutte appassionate di calcio, beati loro…), stare con la famiglia, studiare e svagarsi.
Anche le due figure paterne del cartoon giapponese, ovvero il padre biologico di Holly, capitano di una nave che, chissà perchè, non attraccava mai, e quello adottivo, il calciatore brasiliano Roberto, sono state, per noi bambini nai tra il 1980 e il 1984, dei veri e propri maestri di vita. il primo perchè continuava a pensare alla moglie e al figlio invece di darsi alla pazza gioia con i marinai della nave, il secondo perchè sapeva colpire apposta la traversa della porta del campo da gioco.
ma nel mondo di Oliver Hutton – questo il vero nome del numero 10 della nazionale nipponica – non tutto era rose e fiori. la serie animata ci ha infatti insegnato a compatire i bambini poveri, come Mark Lenders, che giocava a calcio per mantenere la sua famiglia ma, chissà perchè, nessuno stava antipatico a tutti, e quelli malati di cuore, come Julian Ross, detto “il principe del calcio giapponese”, anche se avrà giocato in vita sua non più di 3-4 partite a causa della malattia congenita di cui sopra. anche l’alcolismo faceva capolino in qualche episodio del cartone, nella figura del burbero allenatore di Mark Lenders, dedito al whiskey più che al gioco del pallone.
Per non parlare dello spirito di osservazione, che in noi bambini degli anni ’80 è molto più sviluppato che nelle generazioni precedenti a causa dei numerosi – e ovviamente voluti – errori logici e fisici presenti negli episodi della serie: “come è possibile” ci si chiedeva già da piccoli ” che quel tale resti in aria un quarto d’ora prima di colpire la palla con la testa? come può essere che la palla, dopo essere stata colpita, diventi ovale e poi buchi la rete? perchè dei bambini di 10 anni giocano in uno stadio così grande, in diretta televisiva e con un pubblico da finale di coppa del mondo?” e soprattutto ci sichiedeva, con una volgarità inusitata per un lattante di buona famiglia: “MA COME CAZZO HA FATTO IL GIAPPONE A VINCERE I MONDIALI??!!“.
Alberto Gallo

3 commenti »

  1. Caro mio, non sai cosa hai risveglito. E qui aspettati presto una scarica di commenti psicolabili da parte del sottoscritto. Non ho ancora letto il post – sono troppo stanco e ora non ho tempo -, ma quando lo farò sappi che asfissierò tutti con aneddoti su campi in cui si vede la curvatura della terra e palloni ovali che si illuminano.

    Commento di rikileo — dicembre 19, 2006 @ 5:02 pm | Rispondi

  2. bel post…ma ho dovuto editare io mettendo tutte la maiuscole.
    te le avevi messe solo alla tua firma..
    egocentrico!!

    Commento di nuvolesparse — dicembre 19, 2006 @ 5:07 pm | Rispondi

  3. Mark Lenders merita rispetto! Oliver è frocio! Benji si è venduto! MARK LENDERS, Il Batistuta giapponese, è un mito per molti di noi!!!!! Si pretende rispetto!!!!!!! Pretendo che il post sia riscritto per MARK LENDERS! Di certe persone si può solo dire bene, non esiste contradditorio ok? Qua scatta la rissa e io sono pronto a fare lo skinhead power-power skinhead hooligano vandalismus!!!!!!!!! Alberto Gallo okkio al kranio!!!!!!!!

    Commento di boadisamoa — dicembre 21, 2006 @ 11:58 am | Rispondi


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