il Padovanino

dicembre 22, 2006

Punti di vista giornalistici

Filed under: segnalazioni — rikileo @ 9:58 am

Ciao a tutti. Sono molto in dubbio se pubblicare questo post o meno: minimamente per ragioni di privacy (non credo che diLorenzo avrebbe problemi a ripetere pubblicamente quello che mi ha scritto), maggiormente per il fatto che è una questione più personale che altro. Tuttavia, la trovo molto significativa e meritevole di discussione. Se non doveste trovarla tale, avvisatemi senza problemi, che cancello il post.

Quando mercoledì siamo andati a Venezia, abbiamo incontrato di Lorenzo (che, per chi non lo ricordasse, è anche il mio redattore capo). Mi ha chiesto di scrivere un pezzo “di confronto”, non da pubblicare, sull’evento. Detto, fatto. La sua risposta, però, è stata molto negativa. Ora: non la posto per lamentarmi o epr trovare conforto, ma perchè la trovo molto significativa su come ogni argomento e ogni stile di scrittura possano variare all’interno dell’idea di buon giornalismo, e nella fattispecie anche nel giornalismo di un professionista senz’altro capace e d’esperienza come diLorenzo. Qui in seguito pezzo, risposta e controrisposta. Fatemi sapere che ne pensate. Buone feste!

Pezzo

Tutti gli auguri del mondo quest’anno potrebbero non bastare. Per i giornalisti italiani il prossimo si prospetta come un Natale tutt’altro che buono. Proprio in questi giorni è infatti in programma un blocco della stampa senza precedenti nella storia recente del Paese. Tre giorni di sciopero, dal 21 al 23, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto. Poi, le vacanze natalizie. Le notizie fresche rischiano di mancare sulle tavole degli italiani per parecchi giorni a venire. Ed ecco allora che, in un ambiente teso e pieno di insicurezze, potrebbero non bastare i pur graditi auguri che il presidente del consiglio regionale Marino Finozzi ha rivolto ieri alla categoria dalle stanze veneziane di palazzo Ferro Fini, per portare un po’ di serenità a queste feste.

«Oramai siamo al paradosso – ha tuonato da una fredda Venezia Maurizio Paglialunga, presidente dell’ordine dei giornalisti del Veneto -. Qui non si tratta più di due posizioni divergenti su cui si litiga e si discute. Siamo invece di fronte ad un netto rifiuto da parte degli editori a qualsiasi forma di dialogo. La situazione è molto seria, e il blocco dell’informazione che si concretizzerà nei prossimi giorni in tutta Italia lo sta a dimostrare. Un evento storico per la storia recente del nostro Paese».

L’elettricità, dunque, si respira nell’aria. Eppure, al di là dei comunicati della federazione annunciati ad ogni edizione di telegiornali e giornali radio, uno strano silenzio aleggia sopra la questione. Un silenzio molto eloquente, secondo Paglialunga: «Se nei giornali non appaiono notizie riguardo questa delicata situazione, spesso ciò accade perchè l’editore è in redazione, e blocca il pezzo. Questo atteggiamento è inammissibile. Nell’ottica degli editori, il giornalista è oramai una figura inutile. Il nostro contratto è anche pieno di deontologia, e se non lo si vuole rinnovare questo vuol dire che si vuole mettere in discussione la stessa etica del nostro lavoro».

A rincarare la dose è stato poi Daniele Carlon, segretario del Sindacato dei giornalisti del Veneto: «I giornali che vogliono gli editori sono fatti di informazione guidata e commerciale, scritta da giornalisti precari e sottopagati. Il governo ha già chiesto due volte agli editori di formare un tavolo di lavoro, ma loro si sono sempre rifiutati. Non è una questione politica, ma solo di buon senso. Di questo passo dubito che la situazione si possa risolvere in tempi brevi, a meno che non arrivi Babbo Natale…».

Ma di Babbo Natale non c’è traccia oggi, specie per i numerosi giornalisti che hanno visto decurtarsi la propria tredicesima. Proprio a causa di ciò, Paglialunga e Carlon hanno voluto ironicamente donare a Finozzi un soprammobile a forma di due piccoli sci di legno: «Avremmo voluto regalarle sci veri – ha detto Paglialunga -, ma coi tempi che corrono…». Finozzi ha accettato con un sorriso, anche perchè i rapporti tra giornalisti e Regione, a detta di entrambe le parti, rimangono comunque corretti e aperti al dialogo.

Finozzi parla di un 2007 in cui Regione e giornalisti possano collaborare per portare in porto molti importanti progetti: il federalismo fiscale e il rinnovo dello statuto, soprattutto. Ma si vede che, nella fredda Venezia di ieri, i giornalisti non hanno voglia di pensare al futuro; il presente è assai più preoccupante. «I colleghi veneti stanno dando prova di grande serietà, correttezza e serenità» ha detto Paglialunga. Sarà. Forse è il Natale a rendere più buoni, ma le facce dei presenti ieri a palazzo Ferro Fini danno l’idea di chi non si aspetta troppi regali sotto l’albero, per quest’anno.

Risposta
Caro Riccardo,
di solito la cerimonia di saluto a Natale – come tutte le altre, dagli auguri
del sindaco al premier a Roma – è l’occasione per fare il punto sulla situazione
politica, su cosa è stato fatto e cosa no. I problemi sindacali dei giornalisti
non interessano per niente a chi legge. Sono fatti nostri. Tu hai parlato solo
di questo aspetto mentre hai taciuto sul primo (vero) argomento. Sono molto
perplesso. Fosse un pezzo per il giornale, te lo farei riscrivere. Hai proprio
sbagliato “taglio”. E anche nel “taglio” del tuo pezzo hai sbagliato “tono”
generale: hai mai visto sul Corriere un pezzo che inizia “Tutti gli auguri del
mondo potrebbero non bastare…”. E’ da giornalino studentesco. A proposito,
Maurizio per come lo conosco non “tuona” mai, da buon romano casomai è
sarcastico. (Ma al corso non vi hanno spiegato cosa sono queste cerimonie?) […]

Controrisposta.

Caro di Lorenzo,
non posso che dirmi perplesso anch’io. Al di là delle questioni di stile – che, secondo me, sono opinabili ma, come le ho già detto altre volte, la sua opinione è certamente da tenere in conto più della mia -, francamente non capisco. E’ stato proprio lei ad insegnarmi che non importa chi parli, l’importante è pubblicare ciò che si ritiene rilevante. E, nella fattispecie, mi era parso piuttosto chiaro quale fosse l’argomento da affrontare, non fosse altro perchè l’unico di cui tutti gli oratori han parlato.
Il fatto che il presidente dell’ordine avesse fornito pubblicamente una dichiarazione pesante come quella sugli editori in redazione che bloccano i pezzi “scomodi”, mi pareva di estremo interesse. Inoltre, il piglio con cui Paglialunga ha affrontato la cosa mi pareva tutt’altro che ironico o sarcastico, ma piuttosto accigliato e seriamente preoccupato. Ma non conosco il personaggio e forse mi sbaglierò, anche se la cosa, pure in questo caso, mi era sembrata evidente. Per quanto riguarda il lettore, poi, credo che all’uomo della strada che non trova i quotidiani nella propria edicola per cinque mattine di seguito possano comunque interessare di più le noiose beghe dei giornalisti piuttosto che leggere un pezzo in cui un solo politico, senza contraddittorio, parla del proprio operato finendo inevitabilmente per dar fiato alle proprie trombe.E’ vero: in questo pezzo non c’erano direttive di redazione, e mi sono sentito più libero di affrontare l’argomento in maniera meno “istituzionale”, ma ciò restava comunque nel gioco di un pezzo di libero confronto, a mio parere.Detto ciò, le rifaccio i miei migliori auguri di buone feste. Con immutata stima,Riccardo Maggiolo

3 commenti »

  1. Concordo con te Riccardo. La notizia era quella che riporti tu, non quella supposta da Dilorenzo, col quale concordo però sulla sfumatura di espressione nel discorso di Paglialunga.
    E, povera Venezia, per una volta che non è triste, invece che fredda chiamiamola almeno assolata.
    In ogni caso il vostro scambio è davvero molto rilevante, per noi.
    Grazie per avercelo segnalato.

    Commento di nuvolesparse — dicembre 22, 2006 @ 11:27 am | Rispondi

  2. D’accordo d’accordissimo con te. Non era una cerimonia di auguri ai cittadini, stile Veltroni ai romani o Prodi agli italiani, ma un incontro con la stampa. E a voler tirare le somme di questo 2006, come non dare priorità assoluta al problema del rinnovo contrattuale? Comunque la risposta di Di Lorenzo è una lezione per tutti noi, uno stimolo a confrontarci con la realtà delle redazioni giornalistiche, dalla quale siamo ancora in maggioranza esclusi. Ma con cui, volenti o nolenti, dovremo prima o poi scendere a compromessi.

    Commento di giulia79 — dicembre 23, 2006 @ 1:47 pm | Rispondi

  3. Magg, listen… innanzitutto sono molto stupita perchè hai citato fedelmente gli interventi (tra caporali), ma ti eri portato il registratore? oppure prendevi appunti? oppure sei una specie di Rain Man? sei grande Magg! l’attacco è da stenderci sopra una trapunta pietosa, però per quelli devi chiedere consulenza a Ref, lui le sa tutte.
    Mi chiedo che cosa ci sia dietro tutta questa “perplessita” del Di Lorenzo. La notizia era forse il citato allargamento della zona di caccia? o altre meraviglie di cui i veneti sono già ben a conoscenza? la Regione non ha forse un suo ufficio stampa?

    Tu non sei ancora piegato dai compromessi della vita dello sfornamarkette… e per evitare di ridurre il giornalismo al markettismo dobbiamo dare voce a quello che succede nelle redazioni e far sapere delle ingerenze degli editori. I panni sporchi non si lavano in casa. Se ai lettori interessa lo sciopero dei metalmeccanici, dei medici, degli avvocati, degli autoferrotranvieri, allora se non altro per analogia, interesserà loro anche quello dei giornalisti.

    Commento di francyterra — dicembre 28, 2006 @ 1:21 am | Rispondi


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