il Padovanino

dicembre 25, 2006

Una storia da dimenticare

Filed under: attualità — ealbertini @ 11:08 am

Strage di stragi. E’quello che emerge da una ricerca commissionata dalla Provincia di Milano su un campione di 1024 studenti di scuole medie superiori. La ricerca, intitolata “La memoria giovanile tra stragismo impunito e nuovo terrorismo internazionale”, aveva come scopo quello di tastare le capacità di memoria storica dei giovani in due campi differenti. Da una parte il ricordo e l’analisi degli anni di piombo e della strategia della tensione – uno sguardo al passato (prossimo) – e dall’altra capire la percezione di un problema, quello del terrorismo, assai vivo ed attuale.

Il corriere della Sera il giorno dopo piazza fontanaI risultati sono interessanti, eccome. Io vorrei concentrarmi solo sulla prima tematica, il passato, lasciando alla vostra lettura il resto. La memoria storica delle stragi di Stato, termine che si usa virgolettare senza motivo perché di quello si trattava, sta inesorabilmente scomparendo.

I ragazzi informati, in qualche modo, degli avvenimenti sono circa il 60%, a fronte del quasi 75% di sei anni fa. A subire di più l’attacco del tempo è la prima di queste stragi, quella di Piazza Fontana, che sei anni fa, a Milano poi, era conosciuta dal 97% dei ragazzi: adesso la percentuale è diminuita di quindici punti. A ruota vengono Piazza della Loggia e la Stazione di Bologna, probabilmente per un fattore territoriale più che per altri motivi.

Sconsolante poi la capacità di collocamento temporale di questi fatti: solo il 21% dei ragazzi sa l’anno in cui è scoppiata la bomba a Piazza Fontana, e, rispetto alle altre stragi, è di gran lunga il dato migliore. E, qualcuno mi faccia sedere il buon Stè (Vannucci n.d.r), ben quarantadue ragazzi su cento pensano che a metterla, quella bomba, siano state le Brigate Rosse…

Non mi resta che augurare un buon Natale a tutti e, per le vacanze, esercizi di memoria.

2 commenti »

  1. Rappresenta un risultato sinceramente insperato: il 60% dei ragazzi sa qualcosa sulle stragi. Non l’avrei mai creduto. Quando un fenomeno in Italia perde il carattere dell’attualità (e per fortuna ciò è accaduto) ed entra a far parte della storia, viene presto dimenticato.
    Devi sapere che una televisione privata, qualche anno fa, ha tenuto un’inchiesta strutturata in questo modo: un giornalista si è presentato in Piazza Cavour, qui a Padova, con tanto di telecamera, e ha posto ai ragazzi che incontrava la seguente domanda: chi era Cavour?
    E’ prevalsa l’opinione che Cavour fosse uno sciatore (sai com’è, quel cognome un po’ valdostano), seguita dall’idea che fosse un letterato, uno scienziato, un non lo so ecc… Solo poche persone hanno pronunciato la parola “statista” o “politico”.
    L’inchiesta non era stata organizzata in modo scientifico, però stupiva osservare, nel piccolo schermo, questi giovani che dicevano delle simili sciocchezze. Perché ciò accade? Non lo so.

    Commento di maxstirner — dicembre 27, 2006 @ 12:50 pm | Rispondi

  2. Non lo so se condivedere il tuo ottimismo, Marco. Ma la colpa è mia in realtà: mi sono concentrato su Piazza Fontana il cui dato di conoscenza, rispetto agli altri accadimenti, è nettamente superiore. Non così buono secondo me, considerando che la ricerca è stata effettuata a Milano e dintorni, cioè dove il fatto è avvenuto.
    Povero Cavour, far diventare sciatore una delle più forti ali destre della storia della Sampdoria…o no?

    Commento di ealbertini — dicembre 27, 2006 @ 1:12 pm | Rispondi


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