il Padovanino

gennaio 15, 2007

Gli strani colloqui di Io e Ego – parte II

Filed under: Riflessioni — rikileo @ 10:56 am

Nella rete del video

Io: “Hai visto? Gandhi fa la lap dance!”
Ego: “Chi? Ah sì… quello indiano… ma è ancora vivo?”
Io: “Ma no! Parlo di un suo sosia. Si è messo a ballare su di un palo con le sole mutande addosso nel centro di New York. Ha pure fatto finta di sparare all’impazzata con un mitra giocattolo. L’ho visto sul giornale…”
Ego: “Deve essere stata una giornata densa di avvenimenti importanti nel mondo per aver dato spazio a questa notizia…”
Io: “Il fatto è che questo tizio è stato filmato, e il video è stato messo on-line, diventando subito un must. Peccato che alcuni non l’abbiano presa bene…”
Ego: “Chi? Gli indiani?”
Io: “Già… cose dell’altro mondo. Il governo ha chiesto le scuse ufficiali al sito che ospitava il video e forse anche ne chiederà la chiusura. Alcuni indiani hanno organizzato sit-in, altri hanno addirittura fermato un treno per protesta!”.
Ego: “É davvero la farfalla che sbatte le ali in Brasile e che provoca un tifone in Giappone”.
Io: “Più che di teoria del caos qui io parlerei della permalosità di questo mondo e della sua scarsa confidenza con le nuove tecnologie”.
Ego: “Beh, ma accidenti! Non è nemmeno giusto che uno oggi cammina per strada, sbatte contro un palo, qualcuno lo filma e il giorno dopo tutto il mondo rida di lui. Mica ci si può comportare pensando sempre che tutto il mondo ci guarda!”
Io: “Nuove tecnologie comportano nuove responsabilità; e una nuova presa di coscienza. La rete è nata come scambio libero di informazioni… è ovvio che alcune cose possono non piacerci, ma dobbiamo accettarlo: così è il mondo. Se vediamo per strada un borseggio non ci meravigliamo più di tanto, ma se vediamo una brutta parodia on-line, subito gridiamo allo scandalo”.
Ego: “Questo perchè ci sono pubblici e conseguenze diverse. Una cosa è se ti chiamo stupido qui, hic et nunc, e lo senti solo te e i pochi qui intorno, una cosa è se tutto il mondo mi può sentire”
Io:“Vedi allora che è un problema di non saper prendere le cose per quello che sono? Il problema è che noi guardiamo ancora i filmato su internet allo stesso modo con cui guardiamo la tv: crediamo implicitamente che ci sia un controllo delle immagini e che dunque le informazioni che riceviamo siano controllate e affidabili. Ma on-line non è così. Se tu mi chiami stupido, la gente che lo sente on-line deve capire che sei solo tu a dirlo. Invece pensa sempre che sia una cosa seria, credibile, che ci sia qualcuno dietro, e poi blocca i treni per protesta”.
Ego: “Ma appunto perchè la gente non è pronta che ci dovrebbe essere un filtro, un controllo sulle pubblicazioni on-line. Il sito che ha ospitato questo video di Gandhi doveva sapere cosa poteva provocare”.
Io: “Cosa c’entra il sito? Vedi che anche tu non capisci le nuove tecnologie? La responsabilità non è di chi ospita il video, ma di chi lo pubblica. É come se, vedendo un manifesto scandaloso per strada, tu te la prendessi col muro su cui è affisso invece che con chi lo ha scritto e realizzato. Allora tiri un pugno al muro, tanto per sfogarti, dato che l’autore non è lì a tiro. Non è tanto una questione di responsabilità, ma di interpretazione”.
Ego: “Sarà… ma se nessuno on-line si prende le responsabilità che deve, dovremmo affidarci al buon senso degli utenti…”
Io: “E siamo punto e a capo”.
Ego: “Già”.

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