il Padovanino

gennaio 17, 2007

Casino Royale

Filed under: attualità — albertogallo @ 10:53 am

Chiariamo subito: non ho intenzione di fare un’accurata disamina di Casino Royale (di Martin Campbell, 2006) in rapporto agli altri venti film di 007, trovandone affinità e divergenze o dicendo cosa è meglio o cosa è peggio. Ciò per un semplice locandina-casino-royale.jpgmotivo: non li ho visti tutti. Ritengo anzi che conoscere tutti i film che vedono protagonista l’agente segreto di Sua Maestà sia un po’ come aver ascoltato tutti i dischi dei Rolling Stones (tanto per rimanere in ambito british): un’immane perdita di tempo. A che pro sorbirsi Voodoo Lounge e Dirty Work quando è risaputo che l’ultimo capolavoro di Jagger & co. è Exile on Main Street? Certo, anche in Some Girls e Black and Blue ci sono pezzi pregevoli, ma un paio di buone raccolte sono sufficienti per conoscere gli ultimi 25 anni di carriera del gruppo. Per tornare a James Bond: solo maniaci completisti all’ultimo stadio hanno perso ore e ore delle loro evidentemente noiosissime giornate per stare dietro alle acrobazie di Timothy Dalton, Pierce Brosnan e soci. Per coloro che amano il cinema – e non solo i film commerciali – sarà più che sufficiente gustarsi i primi, bellissimi film con Sean Connery: che stile! Che eleganza! Che ironia!
Dunque sì, certo, Casino Royale è un film di 007: c’è il Martini, ci sono belle donne, macchine potenti e terroristi cattivissimi. C’è persino la mitica frase «Il mio nome è Bond. James Bond», inserita in extremis a chiusura di film. Ma diciamoci la verità: se questo action movie si fosse chiamato Arma Letale 5 o Mission Impossibile 4 nessuno avrebbe denunciato di plagio sceneggiatore e regista. Daniel Craig, un armadio a due ante con le orecchie a sventola, è psicologicamente e fisicamente molto più affine a Bruce Willis o Vin Diesel che a Sir Sean Connery. Dov’è la classe dell’attore scozzese? Dov’è la sottile ironia? Dove sono le ancora più sottili (d’altronde si era negli anni ’60) allusioni sessuali? Tutto ciò in Casino Royale è pressoché assente. Il che non è né un pregio né un difetto, dal momento che, tanto per fare un esempio, Die Hard 3 è un grandissimo film d’azione pur non assomigliando nemmeno un po’ a Missione Goldfinger.
Ora che abbiamo stabilito che possiamo parlare a cuor leggero del film in sé, senza sentire la necessità di paragonarlo ai capolavori del passato (così come abbiamo ascoltato volentieri A Bigger Bang senza pretendere che fosse al livello di Sticky Fingers), passiamo ad esaminarne i proverbiali “pregi e difetti”. Sgombriamo innanzitutto il campo da equivoci: Casino Royale è un buon film di genere, né più né meno. È un fumettone divertente, appassionante, ben scritto e ben diretto, e gli attori (tra cui spicca il sempre grande Giancarlo Giannini) sono credibili. Ciò detto, le cadute di stile certo non mancano: gli inseguimenti sono spesso troppo lunghi, alcune scene di idillio amoroso sono decisamente patetiche e, per chi non abbia dimestichezza con il gioco del poker, tutta la seconda parte del film rischia di essere poco interessante. I “cattivi” di turno non hanno certo una grande personalità, e le bond girls ancora meno.
Un’ultima considerazione: è da tempo assodato che i film non si sottomettono alle più banali leggi della fisica e della resistenza umana (insomma il trucco c’è, si vede e ci diverte), ma qui si sfiora il ridicolo! Guardie e ladri si inseguono per interi quarti d’ora senza battere ciglio, sfoggiando fisici da atleti professionisti e agilità felina. Spari, botte e attacchi di cuore non impediscono ai nostri eroi di presentarsi, pochi minuti dopo, in perfetta forma, al tavolo da gioco, con tanto di smoking immacolato. Ma la forza fisica purtroppo non sempre corrisponde ad un alto grado di arguzia: caro Bond, James Bond, se il tuo cattivissimo nemico dalla pelle scura è così stupido da scappare su un’altissima gru, perché lo insegui? Aspetta, prima o poi scenderà…
Alberto Gallo

1 commento »

  1. gustosa recensione. ma, caro alberto, sul poker: chi non ne ha dimestichezza, non ha dimestichezza con la vita.

    Commento di nuvolesparse — gennaio 17, 2007 @ 4:22 pm | Rispondi


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