il Padovanino

gennaio 29, 2007

Occhio per occhio, lente per lente

Filed under: attualità — danielechiti @ 3:48 pm

Fiumicino – 26 dicembre 2006

Un mese fa mi è capitato di prendere un aereo da questo luogo di perdizione. Mi sono organizzato per tempo, ho prenotato il biglietto del treno, sono arrivato fino alla Stazione Termini, ho preso il Leonardo Express fino all’aeroporto (a quanto pare pagando il biglietto un euro più caro che se l’avessi acquistato in qualche tabaccaio del centro), ero il primo in coda al check-in e mi sono messo subito in coda per superare i controlli. Mai visto un tale dispiegamento in un aeroporto. In un’enorme sala almeno dodici file di almeno trenta persone l’una si dipanavano dal corpo centrale del serpentone post-natalizio che aspettava di accedere alla zona d’imbarco. Ho aspettato con pazienza il mio turno, prendendomi tutto il tempo di leggere le istruzioni sulle nuove disposizioni di sicurezza che correvano sugli schermi. Dopo quarantacinque minuti sono finalmente passato dal metal detector, non senza aver prima separato accuratamente i liquidi riponendoli in un’apposita busta di plastica. Quando vado a raccogliere le mie cose, durante l’infinita cerimonia di vestizione (cellulare, cintura, portafoglio, zaino, giacca) mi rendo conto che manca qualcosa. Mi hanno sequestrato la busta con la soluzione liquida per le lenti a contatto.

«Per quale motivo?» chiedo, immaginandomi già la risposta. «Beh, vede che questo flacone contiene più di cento millilitri di liquido. Le disposizioni specificano che non si può portare a bordo niente che ecceda queste dimensioni». «Nelle nuove regole vengono indicati dieci contenitori di non più di cento millilitri l’uno che ammontano a un totale di un litro. Io complessivamente non arrivo nemmeno a duecento millilitri, cosa c’entra se il flacone è di 160?». «Eh ma non si può». Francamente non capisco. Cerco di arrivare ad una mediazione per non dover buttare via una confezione nuovissima di soluzione unica. «Se aprissi il flacone e ne svuotassi la metà in questo cestino?» «No, così sporca!» mi ribatte piccato il doganiere, che aggiunge: «Non è questione del contenuto, ma del contenitore…». Prendo il flacone più piccolo, che tra l’altro è mezzo vuoto, e mi allontano dalla fila che incombe alle mie spalle lasciandomi alle spalle il flacone della discordia.

«E’ un problema di forma, non di sostanza…» penso osservando la massa umana che attende il proprio turno, schiava della fluidofobia di questi tempi. Appena imbattutomi in un ottico, nella zona del duty free, ho un’illuminazione: «Qui risolverò tutti i miei problemi!». Così mi gioco tre dei venticinque minuti che mi avanzano prima della chiamata al cancello: «Scusi, volevo un flacone di soluzione liquida per lenti a contatto. Ma che non superi i cento millilitri.»

Al che, la sorpresa: «Non esistono. Non ne facciamo di così piccole. Ecco, questa è quella da 120 millilitri. Vuole una busta? Sono quattro euro e cinquanta centesimi…»

Naturalmente a quel punto non ci ho visto più e ho annoiato anche la signora dell’ottico con la mia trascendentale storia sull’intercettazione del liquido fuori legge. Ho cercato di spiegarle che teoricamente, al ritorno, avrei incontrato esattamente gli stessi problemi, e che era assurdo che s’impedisse di portare sugli aerei… dell’acqua. Lei ha fatto spallucce. Io mi sono mangiato un paio di pessimi arancì da Spizzico.

Al ritorno dalla Spagna, il 7 di gennaio, avevo altro a cui pensare. Ho nascosto l’ingombrante flacone di liquido per le lenti (alla fine l’ho comprato da ‘ben’ 120 millilitri) nello zaino assieme con tutto il resto della merce trafugata dalla penisola iberica e sono entrato tranquillamente nella Terminal 4, eludendo la solerte sorveglianza madrilena (giustamente più blanda, perché a venti metri di distanza era stato già fatto saltare in aria un intero parcheggio a cinque piani solo nove giorni prima). Stranamente non c’era nessuna coda ai controlli. Ho avuto un’ora per passeggiare per la T4. Mi sono chiesto: «Ma quanto ci avranno guadagnato la Bausch&Lomb, l’Acuvue e tutte le industrie specializzate nel settore con quell’attentato sventato e poi smentito da Scotland Yard nel luglio scorso?»

A me quattro euro e cinquanta me li hanno già spillati…

Acuvue: La vita per i tuoi occhi.

Daniele Chiti

1 commento »

  1. Così recita il nuovo regolamento di sicurezza negli aeroporti dell’Unione Europea:
    «Le nuove regole non pongon alcun limite in ordine alle sostanze liquide che Tu puoi acquistare presso i negozi situati nelle aree poste oltre i punti di controllo delle carte d’imbarco».
    Il Tu è maiuscolo nell’originale ed è solo una delle tante cose opinabili di quel regolamento.

    Commento di francyterra — gennaio 29, 2007 @ 4:44 pm | Rispondi


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