il Padovanino

febbraio 6, 2007

Il caso Glivec e il monopolio dei Farmaci

Filed under: attualità — amileti @ 1:55 pm

PADOVA, 6 febbraio 2007

Si chiama “evergreening” lo stratagemma con il quale, secondo l’organizzazione non governativa britannica Oxfam, le multinazionali farmaceutiche prolungano iniquamente i brevetti su farmaci di vecchia scoperta. Sfruttando i restrittivi regolamenti sulla proprietà intellettuale, le case che detengono il brevetto di un farmaco lanciano sul mercato una versione dello stesso prodotto leggermente modificata, ottenendo così il rinnovo della licenza di commercializzazione.

Il Glivec, medicina per il trattamento della leucemia al centro di un processo che vede opposta la Novartis allo Stato indiano, sarebbe proprio un’operazione di evergreening. Il contenzioso nasce appunto dal fatto che la legge indiana sui brevetti riconosce il diritto esclusivo di commercializzazione solo per farmaci che contengano un principio attivo di nuova scoperta o siano forme sensibilmente più efficaci di una sostanza già nota. E la Novartis, vistasi negare il brevetto per il suo prodotto, ha aperto un causa all’Alta Corte di Chennai sostenendo l’innovatività del Glivec e l’inadeguatezza della normativa indiana alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.

Il 29 gennaio si è aperto il processo in aula, ma sui media la guerra è partita da tempo. Novartis sostiene che il proprio prodotto viene più facilmente assorbito dall’organismo, quindi deve essere brevettato. Comunque Paul Herrling, capo del settore ricerca dell’azienda, ha sottolineato in un’intervista alla Associated Press che la loro è soprattutto una “battaglia di principio”: “Con una legge sui brevetti come quella indiana, non ci sarebbero più investimenti nella ricerca di medicine salvavita”.

Al contrario Celine Charveriat, la responsabile di Oxfam per il commercio equo, ha accusato le compagnie farmaceutiche di voler “estendere e proteggere i loro monopoli”, mentre solo “la concorrenza dei farmaci generici è la via provata per mantenere abbordabili i prezzi”.

Sul fronte delle ong, dopo la raccolta di 250 mila firma da parte di Medici senza frontiere e Oxfam, la Berne Declaration, associazione con quasi 40 anni di vita e oltre 19 mila membri, ha affibbiato alla Novartis il Public Eye Swiss Award 2007, il premio per le multinazionali più irresponsabili del pianeta. Una bella operazione di guerriglia mediatica, tenendo conto che il premio è stato assegnato a pochi giorni dall’inizio del processo e la candidatura della casa farmaceutica è stata promossa dall’Associazione di aiuto dei malati di cancro dell’India.

Si dovrebbe tuttavia prendere atto che la questione non è affatto filantropica. Anche in una concezione strettamente liberale del mercato è molto importante che la competizione prevalga sui monopoli. A maggior ragione, il nodo dei brevetti è cruciale per chiunque ritenga, andando un passo oltre i liberali, che il commercio mondiale debba essere regolato in modo da promuovere la difesa dei diritti universali, quale è quello alla salute.

Dopo aver dato i natali al premio nobel Amartya Sen, fautore di una nuova concezione etica dell’economica, arriva ancora dall’India e dalla sua legge sui brevetti l’esempio di questa convergenza possibile

Alessandro Mileti
(pubblicato su Formiche e Farfalle)

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