il Padovanino

febbraio 26, 2007

Che sballo la cura del Capello allo stadio terminale

Filed under: attualità — danielechiti @ 5:55 pm

Quando si dice The Neverending Story. Francesca Terranova suggerisce che è come la storia di Fazio quando non si voleva dimettere da presidente della Banca d’Italia. Il tutto è divertente perché ci eravamo lasciati a fine gennaio con la promessa di seguire gli sviluppi imminenti. Sviluppi che non ci sono stati, ahimè, se alla fine di febbraio il tecnico continua a calcare (o meglio, a profanare) l’erba verde e i cuscini azzurri della panchina del Bernabeu. Dopo aver perso al Madrigal aveva ben pensato di risollevare la squadra con una strigliata: sconfitta Questi erano bei tempi per Fabio Capelloper 0-1, in casa contro il Levante. Rigore di Ballesta all’11’. Buffo, sarebbe come se il Milan avesse perso 0-1 in casa contro il Catania per un rigore di Spinesi. Seconda sconfitta consecutiva e allontanamento? Mais non…

Capello resta al suo posto e vince. Vince perché si rimangia la sua stupidità. Ricordate la frase: «Beckham non fa più parte della rosa, ha firmato un contratto troppo importante con il Galaxy e non è possibile che sia concentrato al 100% sul Real Madrid…» Beh, sarà stato concentrato al 50% ma quando per disperazione Capello ha riposto nel piedino dell’inglese la sua permanenza in terra iberica gli è andata di lusso. In casa della Real Sociedad, all’Anoeta, ha ramazzato un 1-2 salvifico (gol di Aranburu per i baschi all’8′, quindi punizione vincente di Beckham al 37′ e il solito Van Nistelrooy al 48′). Dopo aver respirato una settimana è impattato in uno 0-0 in casa col Betis che ha spazientito las gradas. Fazzoletti bianchi che sventolano e fischi assordanti, un’espulsione finale del redivivo e nervoso Beckham, le voci che girano nel dopo partita: Capello è stato esonerato… anzi no.

Un paio di radio locali escono con la notizia dell’esonero alla vigilia di Real Madrid-Bayern Monaco, la partita dell’anno. E proprio questa concomitanza, oltre al fatto che per rescindere il contratto Capello chiede 18 milioni di euro, è determinante per scatenare la secca smentita della società. «Capello resta», afferma laconico Calderon. Le merengues contro i tedeschi in Champions danno tutto, vincendo 3-2. Passano in vantaggio col capitano Raul al 10′, reagiscono subito, ancora con una rete del capitano (al 28′) all’improvvido amarcord del 25′ della gloriosa finale del 2002 (anche in quell’occasione Lucio segnava, di testa, il gol del pari, solo con la maglia del Bayer Leverkusen). Van Nistelrooy devia in rete una punizione di Beckham al 34′ e sembra suggellare il passaggio del turno. Se non fosse per Van Bommel, che rovina la festa e il catenaccio a Capello (furibondo) con un gran gol (all’88’), festeggiato con un grottesco doppio gesto dell’ombrello all’indirizzo del Bernabeu, colpevole di averlo fischiato per il suo passato blaugrana. 

Mentre l’olandese si scusava per il gestaccio il popolo merengue sceglieva l’allenatore su internet. Capello (con un indice di gradimento dell’8%) si assestava alle spalle di tutti i candidati, da Schuster (attuale allenatore del Getafe), a Del Bosque (ex allenatore del Real dei tempi d’oro, allontanato per una questione d’immagine), a Mourinho, Michel, Eriksson e compagnia. Sondaggio inequivocabile che però non spostava gli equilibri in vista del delicato derby di Madrid contro l’Atletico. Si gioca in casa dei Colchoneros, il Real va subito sotto (gol di Fernando Torres all’11’), quindi Capello si rimangia anche l’ultima idiozia (tenere fuori Cassano per un’imitazione) e getta nella mischia il ragazzo di Bari Vecchia. Al 62′ proprio un suo assist viene trasformato nel liberatorio gol del pari da Gonzalo Higuain, il centravanti argentino di vent’anni che ha affrettato il congedo del Fenomeno e che si è finalmente sbloccato. Nel finale Cannavaro rimedia un’espulsione e Capello finisce la partita arrabbiatissimo come al solito.

Arrabbiatissimo ma al suo posto, perché il fatto che il Barcellona sia volato a +6 non sembra preoccupare più di tanto la dirigenza. Baldini e Mijatovic possono ritenersi soddisfatti della prima scelta di Calderon? Probabilmente no, ma chi ha detto che cambiare è meglio, a parte Paris Hilton. A Madrid è la continuità nella sconfitta il vero divertimento…  

Daniele Chiti

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