il Padovanino

febbraio 28, 2007

La paranza

Filed under: attualità — danielechiti @ 2:45 pm

Per puro dovere giornalistico il sottoscritto si è sorbito la prima serata del 57° Festival di San Remo (con tanto di mal di testa, ironicamente dovuto a un vino novello delle mie terre che mal si accompagnava alla teutonica paranza della mia coinquilina). L’inizio è stato commovente, con il ringraziamento di Michelle Hunziker all’ex marito Eros Ramazzotti per la figlia Aurora, il tutto condito da un omaggio canoro (E tu). Tra l’altro la Hunziker ha dimostrato di avere una bella voce, e di essere sicuramente più intonata di almeno un terzo delle concorrenti in gara.
Daniele Silvestri si è esibito al Festival di San Remo con la canzone “La paranza”
Pippo Baudo ha condotto senza novità, Chiambretti si è limitato ad intervenire una sola volta, Cornacchione è stato abbastanza divertente nella sua irriverente parodia berlusconian-prodiana. Si sono esibiti i Scissor Sisters e Norah Jones, l’unica interprete indiscutibilmente affermata di tutta la sera e invitata con goffaggine a concedere il bis per una brutta eco. Lei ha sorriso e ha chiesto con innocenza: “Ma non è live?”. Insomma, o la va o la spacca… Ai concerti se sbagli qualcosa mica rifai il pezzo, vai avanti sperando che nessuno se ne sia accorto. Lezioni di stile: “Io il mio l’ho fatto, voi arrangiatevi. Grazie dei fior, Baudino, e ciao.”

La cosa gradita sono stati gli spezzoni dei ritornelli delle canzoni di domani, motivo sufficiente per seguire altro. E allora dopo aver messo quasi tutta la carne al fuoco diciamo che salvo sorprese il Festival è già deciso: vincerà l’emigrante di ritorno Piero Mazzocchetti, tenore da opera lirica prestato a una canzone (Schiavo d’amore) che ne esalta la voce, bella e potente. Non avrà il fascino di Bocelli ma sono pochi a potergli insidiare il primato. Tra questi sicuramente uno strepitoso Daniele Silvestri, che se San Remo consistesse solo in originalità, orecchiabilità e successo popolare con la sua ironica Paranza avrebbe già vinto. Vediamo come va a finire, alla fine per ora e salvo altre belle canzoni se la lottano loro due. Già, perché Simone Cristicchi ha colpito, con Ti regalerò una rosa, ma come Antonella Ruggiero ha fatto i conti senza l’oste: quante volte una canzone socialmente impegnata ha vinto il festival (a parte Si può dare di più, naturalmente)?

Per chiudere un applauso a Jasmine, che ha interpretato con voce visibilmente alterata dall’emozione e con più di una stecca una canzone molto orecchiabile e dal testo intelligente. Peccato che se non si corregge non potrà vincere il titolo giovani, per ora un po’ più vicino ai buoni pezzi di Baroni, Centomo e Pi quadro.

Tra le delusioni una Milva arrogante e imbarazzante, che si esibisce in un ritornello in inglese (“The show must go on”) che diventa grazie a una pronuncia letteralmente abominevole un improponibile “De scio mas goon” con drammatica chiusura delle ultime due o. Non pretendiamo la perfezione ma… Motivo per cui cassiamo Dj Francesco e suo padre Camillo Facchinetti (dei Pooh), Nada (a tratti agghiacciante), Mango e Leda Battisti. Deludenti anche gli Zero assoluto, peccato che la loro partecipazione sia destinata a non lasciare il segno.    

Daniele Chiti

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