il Padovanino

marzo 6, 2007

La singolar tenzone di Felice Cavallotti

Filed under: anniversari,cronaca — ealbertini @ 12:26 pm

Nei momenti difficili i buoni esempi aiutano sempre. E allora si faccia esercizio di memoria storica. Il 6 marzo 1898, al suo 33esimo duello, moriva Felice Cavallotti.

Figura giornalistica di spicco, giornalista impegnato. Ma anche poeta e drammaturgo. Un uomo dalle mille sfaccettature. Nato a Milano nel 1842, diciottenne raggiunse Garibaldi per la seconda fase decavallotti.jpglla spedizione dei Mille. Eletto per la prima volta nel parlamento del Regno d’Italia nel 1873, a soli 31 anni, viene considerato l’esponente più significativo dell’estrema sinistra del tempo.

Grazie alle sue denunce e alla sua attenzione per gli scandali del Paese si guadagnò l’appellativo di “bardo della democrazia” e fu uno strenuo oppositore non solo dei governi della Destra Storica, ma anche della stessa Sinistra che lui appoggiò, almeno inizialmente. Avversario della politica di Crispi ma anche del trasformismo di Depretis- sic!- ebbe anche il tempo di fondare il partito Radicale storico, che venne poi sciolto all’avvento del fascismo. Era un difensore dei diritti individuali, e fu rieletto nel parlamento fino all’anno della sua morte. Per far capire l’attualità di questo singolare personaggio basta ricordare che fu il più grande, e probabilmente primo nella storia dell’Italia unità, difensore della laicità dello stato contro le ingerenze della Chiesa.

Aveva un debole per i duelli, e proprio durante uno di questi- col direttore della “Gazzetta di Venezia” Ferruccio Macola- perse la vita. Era il suo 33esimo appunto, un numero che evidentemente non porta troppo bene. I suoi funerali si trasformarono in una manifestazione di popolo contro l’autoritarismo del re Umberto I, e anticiparono di due mesi i “moti del pane” duramente repressi dal generale Bava Beccaris. Carducci lo definì “l’ultimo dei romantici”, morì in tempo per non vedere la prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo. Ve lo immaginate ora, nel suo banco dell’estrema sinistra del parlamento?

2 commenti »

  1. Ciao Enrico!

    Commento di danielechiti — marzo 6, 2007 @ 12:37 pm | Rispondi

  2. […] per Cavallotti si avvicinava l’ora dell’ultimo fatale duello, Terenzio mostrava particolare […]

    Pingback di “L’arte di arrangiarsi”: storia di Terenzio, castellano, socialista dell’Ottocento [ racconto di Paolo Brega ] | Arzyncampo — aprile 6, 2015 @ 3:15 pm | Rispondi


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