il Padovanino

marzo 10, 2007

Due o tre cose da NON sapere

Filed under: attualità — rikileo @ 3:00 am

Gli onori della cronaca di questi giorni vanno tutti in favore di Daniele Mastrogiacomo, giornalista di “Repubblica” preso in ostaggio dai guerriglieri di Al-Quada nel sud dell’Afghanistan. Giustamente, ci mancherebbe altro. Ma in questo tam-tam di notizie, in questo rincorrersi di appelli disperati, di riunioni politico-giornalistiche davanti ai palazzi romani, in molti paiono essersi dimenticati che Mastrogiacomo non è l’unico italiano attualmente prigioniero di commandi di guerriglia all’estero.

E così, mentre in questi giorni sui quotidiani italiani il nome dell’inviato di “Repubblica” fa versate fiumi di inchiostro per titoli a sei colonne, su quelli invece di Francesco Arena e Cosma Russo – i due tecnici italiani oramai da tre mesi tenuti in ostaggio in Nigeria dal Mend, Fronte armato per la liberazione del Delta del Niger – oggi non sembra valere la pena di spendere più di pochi punti tipografici sui nostri giornali. Perchè, vien da chiedersi?
I rapiti in Nigeria

Forse perchè in Nigeria non ci sono truppe americane o italiane? Perchè quel paese non rappresenta per noi un problema politico? Perchè i guerriglieri del Mend non sembrano essere assetati di sangue come gli studenti coranici? Perchè sono passati mesi dal rapimento? Sì forse queste sono tutte buone risposte. Ma non giustificano, secondo me, la scarsissima attenzione che oggi viene data ai rapimenti ancora in corso in Nigeria. Anche perchè pure nei momenti “caldi”, i nostri media non sembrano essersi davvero interessati del cosa, e anche allora sul rapimento Russo/Arena non si è spesa poi molta attenzione. E sul perchè questo sia accaduto, io una modesta idea ce l’avrei.
Il delta del Niger

Forse di questi rapimenti non si è molto parlato perchè il cattivo, in questo caso, potrebbe essere non troppo lontano dalle nostre poltrone. Sì perchè i guerriglieri del Mend trattano “bene” i loro detenuti; gli permettono di chiamare casa; non chiedono riscatti; rifiutano offerte di denaro. Forse – e dico forse – il cattivo di turno da immolare sull’altare della carta stampa è un altro.

Perchè, mi chiedo, nessuno si domanda come mai tanti tecnici dell’Eni – e solo dell’Eni, nonostante l’alta concetrazione, in quei luoghi, di industrie multinazionali – siano stati rapiti in Nigeria negli ultimi mesi? Perchè nessuno, ma proprio nessuno, prova ad indagare su quello che stanno facendo le imprese petrolifere – italiane e non – laggiù?
La sede dell'Eni

E’ quello che mi piace chiamare come “effetto Cordero“, quando tutti immaginano una cosa ma nessuno la dice. Si sussurra magari, si congettura, si pensa, ma difficilmente si sente qualcuno che lo dice ad alta voce. Cose così evidenti e apparentemente chiare, che pare davvero impossibile che nessuno ne parli. Tanto che ci viene il dubbio che ci stia sfuggendo qualcosa, e magari preferiamo restarcene zitti per non fare la figura degli scemi. Segreti di Pulcinella come la straordinaria somiglianza fisica tra Luca Cordero di Montezemolo, tra le altre cose oggi presidente di Confindustria, e il mai troppo compianto Avvocato Gianni Agnelli.
Luca Cordero di Montezemolo

Una somiglianza quasi imbarazzante. Talmente evidente, che nessuno sembra davvero insospettirsi nel leggere il curriculum di Montezemolo, e nel venire a sapere che già in tenera età sgambettava nei parchi delle ville della famiglia torinese, e che a soli 26 anni era già responsabile della squadra corse della Ferrari. Coincidenze troppo evidenti, per poterne parlare. Forse, con buona pace di coloro che credono che non si possa – o si possa – parlare male solo di Berlusconi in questo paese, le labbra cucite italiane hanno altre parole da non dire. E di quelle parole, forse, “il silenzio sugli Agnelli” potrebbe essere solo una timida macchietta.

P.s. Provate ad andare in qualsiasi traduttore automatico on-line come questo

http://babelfish.altavista.com/
 e tradurre dallo spagnolo la parola corderos. Penso rimarrete davvero sorpresi.

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