il Padovanino

dicembre 18, 2007

Le pagelle del 2007

Filed under: attualità — danielechiti @ 7:22 pm

Albertini: Uomo squadra dall’accento chioggiotto e dalla lingua lunga, corre senza mai scomporsi, tiene la posizione solo per inserirsi meglio da dietro e somatizzare l’avversario, tira di punta e di collo segnando caterve di gol. Ha mietuto vittorie su vittorie, fermandosi solo per pagare il campo e per far capire ai compagni più pigri quanto sia indispensabile il poveraccio che porta la croce. Voto 9 

Benedetto: In porta è imbarazzante, ma il destro acuminato dalla distanza gli permette di lasciare comunque il segno al termine di ogni partita. Prestazioni un po’ arruffone, scandite da passaggi di prima, triangoli mal riusciti, scatti felpati sull’inseparabile fascia destra. In difesa è un tafano, ma lo scarso peso a volte è un problema e il Boa ha solo da alzare un sopracciglio per metterlo in apprensione. Appartiene al gruppo degli stoici, e tra i terroni ha ormai raggiunto il grado di soldatino. Voto 8,5   

Bonarini: Non è migliorato nella costruzione della manovra. Ma in simpatia, nel dribbling e nella castagna sbruffona ha fatto passi da gigante, dimostrando che si può e si deve giocare da soli se il livello tecnico delle partite è così basso da permetterlo. Sempre in ritardo al campo, eppure è sempre il primo ad arrivare sul pallone, zio can. Ci piacerebbe vederlo ancora più arrogante, tipo Mark Lenders, per capirci. Voto 8,5

Bucca: Presenze importanti, e un gioco che non concede niente all’individualismo. Giocatore ingenuamente altruista, imposta triangoli rimasti a metà, scatta con fiducia sulla fascia, difende con ordine, batte le mani, cerca di farsi vedere, palla al piede frulla come un matto dibattendosi in ogni angolo del campo. Quando gli capita la palla giusta sottoporta difficilmente sbaglia. Adesso sta palleggiando con le arance. Voto 8,5

Caporello: Un po’ incostante, alterna partite grigie da mediano imbolsito a gare da regista ispiratissimo con il piglio e la cattiveria del comandante. Il fisico possente lo aiuta nei contrasti, la tecnica di tiro è di categoria superiore e anche l’assist è nelle sue corde. Lo si apprezza anche perché prima bestemmiava molto, adesso poco o punto. Ogni tanto dispensa anche qualche perla ai porci. Voto 9

Cesarini: Poche partite per poterlo giudicare. Ricorda un po’ Merlo per le gambette uncinate e l’esile struttura ossea, tipica dei volatili. Eppure in difesa è grintoso e quando recupera palla riesce sempre a scartare qualcuno prima di sbarazzarsi del pallone. Ogni tanto piazza anche un gol, tanto per gradire. Voto 8

Chiti: Sarebbe inelegante dare un giudizio a sé stessi. Lascio che mi giudichiate per quello che sono.

De’ Francesco: Progressi incredibili da quella sera di maggio che tememmo tutti per il suo vecchio cuore. Adesso ha il rendimento onestissimo del veterano, riuscendo ad essere buon portiere, centrocampista ordinato, difensore statico ma risoluto, attaccante esperto dalla zampata astuta. Ogni volta che segna migliora il record un tempo appartenuto a Roger Milla, ogni volta che para Ballotta si ricopre di vergogna. Voto 10

Dimasi: Classe cristallina, peccato che abbia collezionato così poche presenze perché uno come lui è mezza squadra. Gol e assist pazzeschi (l’unico in grado di far fare una doppietta a Falco), un fairplay e un altruismo disarmanti, senso della posizione e tecnica indiscussa. Resta il più grande talento di Terronia ad aver calcato i campetti del Couver sotto l’egida dell’Inkreadibile. Voto 9 

Falco: I suoi piedi parlano per lui. E pensare che ha avuto anche un momento di gloria, quando sorretto dalla condizione fisica è riuscito a firmare una doppietta. Giocatore di fatica, basta che stia lontano da quella maledetta fascia e la sua utilità cresce esponenzialmente, specie quando mulina calci a destra e a manca. Voto 7,5  

Gallo: Quando non arriva sul pallone gode. Quando segna è solo fastidioso. Dovrebbe evitare proprio di venire, sulla fascia sinistra è una piaga. Voto 7,5  

Maggiolo: Riccardo Maggiolo, il giocatore che ha i mezzi fisici più importanti e il piede squadrato con l’accetta. Sbaglia tanti gol, ne segna altrettanti, corre come un pazzo, è inesauribile e si sente terribilmente in imbarazzo quando la deve passare a qualcuno. In difesa è un muro, il problema sopraggiunge quando deve impostare l’azione, cosa che lui non ama fare imbarcandosi in improbabili incursioni personali. Peccato, se giocasse anche bene lo si potrebbe definire il migliore in campo. Voto 9

Mastromatteo: Fumoso come tanti giocatori nel suo ruolo, si rivela deludente fin dalla capigliatura raccolta in una crocchia di camoranesiana memoria. Irrita non per lo stile, impeccabile, quanto per la lentezza e l’apparente assenza di pathos che ne contraddistingue le prestazioni, tutte uguali. Uno come lui dovrebbe decidere di fare la differenza, e invece si adegua allo standard bassissimo degli altri esterni del master. Appagato, si limita a inutili partite di contenimento e ripartenza. Voto 8 

Mileti: Poche apparizioni, centellinate come si deve. E’ un difensore formidabile, ogni tanto sale a furia di dribbling di suola ma il gol è una gioia effimera che arriva col contagocce. Malinconico torna a difendere il fortino sperando nel voto finale. Che arriva. Voto 8,5  

Riverso: Quando la cassiera del Couver gli ha chiesto se aveva giocato si è chiusa un’epoca. Con quel sorrisetto beffardo e la maglia Fiorucci quando trotterella esultante è quanto di più lontano da un centravanti si possa immaginare. Ma solo all’apparenza, da sempre ingannevole, perché è lui il giocatore che si è affinato di più nell’anno solare che sta volgendo al termine. Segna minimo quattro gol a partita, e non lesina neanche prodezze magistrali, quali semirovesciate, colpi di tacco e quant’altro gli venga in mente di fare negli ultimi due metri, dove è un cecchino infallibile. Voto 9,5   

Vannucci: Determinato e roccioso, con le sue lunghe leve e la sua dura magrezza costruisce gare di sostanza e di corsa, condite da dribbling avventurosi e conclusioni rabbiose, spesso vincenti. Prende molti falli e di questo si è inutilmente lamentato perché ogni volta il canovaccio si ripete. La faccia meravigliata che fa dopo aver preso un calcione vale da sola il prezzo del campo. Provare per credere. Voto 8,5    

Verzè: Chi è questo ex giocatore? Era un mediano volenteroso dal piede a roncola e con un sogno nel cassetto, comprare se stesso ad hattrick. La sua presenza al Couver ormai è virtuale. Voto 7,5 (Ricchione!)  

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