il Padovanino

marzo 4, 2008

Cose da turchi

Filed under: attualità — danielechiti @ 5:09 pm

Ci sono partite che nascono con un vizio di fondo, latente, come la cifra misteriosa di un arcano. Partite in cui non è il sudore, o il merito, a determinare il risultato, ma un sortilegio che premia gli eletti grazie a un tragico equivoco negli schieramenti in campo. Non ce la sentiamo di condannare chi ha perso, ci accaniremo soltanto con chi ha festeggiato una vittoria troppo facile. Era una partita che non si doveva giocare. Era una partita che andava fermata!

I vincitori 

Mileti: Si limita ad una difesa a oltranza della sua porta, e le sue sortite si contano sulle dita di una mano. Forse era questa l’occasione (imperdibile) di osare di più. Certamente può accontentarsi del compitino, dell’apparizione sporadica, del tackle in punta di piedi, ma Ujfalusi può e deve dare di più. Lo aspettiamo con fiducia, magari quando il master sarà bell’e finito. Comunque forza viola. Voto 6,5

Benedetto: Fa gioco di squadra. Va a fare la marchetta su Colors. In campo è insuperabile anche se basta un vaffanculo del sottoscritto per fargli tirare indietro la gambina con un belato. Forse bastava insistere. Suo un gol non gol degno di Pellissier. Ma i tempi degli arbitraggi pilotati sono finiti per la sua Juve. Al Couver non c’è moviola che tenga. Voto 7

Bucca: Sale su con quella corsa nervosa che contraddistingue i pony di razza imbrigliati ben bene. Come Montolivo, sembra che gli manchi sempre qualcosa per realizzare appieno le sue indubbie potenzialità. Da qui, forse, gli episodi di nervosismo (alterchi con Chiti, calcetti a Chiti, critiche a Chiti, che però scrive le pagelle). Sfrutta le debolezze del portiere infilandolo in tunnel e con un cross sbagliato, esultando come uno juventino. Che si ripigli. Voto 6

Vannucci: Segna molti gol, sempre rasoterra, sempre piano. Rispetta il portiere avversario, che ha pure gli occhiali, evitando di esagerare con preziosismi ed esultanze francamente fuori luogo. Di una sobrietà e di una sostanza esiziali, la sua maglia da trasferta biancoviola si erge a vessillo della fiorentinità (vincente) nel nordest. Voto 7,5

Cesarini: Un’arma in più. Si limita all’impostazione, al passaggio illuminante, al dribbling a centrocampo, senza esagerare mai nei toni o nella misura dei fini ricami che tesse sul sintetico. Davvero una bella scoperta, questo Cesarini inventore della zona Cesarini. Il giocatore più elegante della contesa, esala un calcio bello come la rugiada a primavera. Elegiaco. Voto 7,5

Riverso: “Chi era quello, sempre solo, sempre in fuorigioco?” chiede il portiere turco. Gliene ha rifilati parecchi il bomber italo-calabrese, che scopre un’acquasantiera e vi si abbevera come a un trogolo. Scorpacciata di gol invereconda, con tanto di reti al rallentatore e allegro “ciao ricchioni” finale. Un viveur, non c’è dubbio, ma il bon ton per una sera l’ha lasciato a casa. Lui vi risponderebbe: per godersi la vita bisogna mangiare la ‘nduja. Voto 7

I perdenti

Seren Erol: Potrebbe diventare premio Nobel in medicina, e come tutte le persone che imparano l’italiano in un mese e mezzo merita rispetto per la circonferenza della sua testa. Ma il pallone non è cosa sua. Non è giusto fargliene una colpa. Osserva giustamente che non parerà mai un tiro se arrivano in tre, soli davanti a lui. E infatti. Senza voto

Chiti: Per mezz’ora gioca onestamente, ma ha la responsabilità di portare il portiere e di perdere la testa, cercando di finire Benedetto con una scivolata alla Taylor. Da allora dribbling davanti al portiere, screzi, incomprensioni coi compagni e un finale in costante affanno. So che le sue partitacce vi paiono tutte uguali, ma anche lui ha conosciuto tempi migliori. Voto 4

Luca Rapacciuolo: L’amico di Bucca gioca come si dovrebbe giocare a calcetto, saltando l’uomo e passando il pallone. In difesa non è impeccabile ma in attacco partecipa e crea con la disinvoltura dei grandi (si parla dei Caporello e dei Dimasi). Nel complesso una prestazione positiva, che ne giustifica la convocazione. Voto 7,5

Mastromatteo: Avulso, un po’ distratto dietro, un po’ farfallone palla al piede. Ma ha grandi meriti. Segna un gol di testa e uno da centrocampo, prodigandosi anche nell’assist morbido. Insomma, il solito ordinato esterno di spinta (con tanto di codino alla Camoranesi), ma stavolta con qualcosa in più. Voto 7,5 

Bonarini: Ci piace per quella maglia dei Boston Red Sox, una delle mie sei squadre del cuore. Per il resto gol, grinta e pochi errori, in una gara consacrata alla salvezza del salvabile. Quando corre palla al piede dà sempre l’impressione che il pallone sia un po’ troppo piccolo rispetto a lui e quando tira è come se Mark Landers fosse ancora tra noi. Inkredebail. Voto 7,5

Gallo: Fa tutto quello che ci si può aspettare da uno con i suoi limiti tecnici. Ma i suoi gol casuali nascono da una scienza, quella dell’imprevedibilità. Avete mai visto una ruspa che tira i rigori? Ecco, quando tira non c’è verso di sapere dove vada il pallone e se per caso è diretto in porta son dolori. Voto 7

  

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